Addio alla Mia Tenda

Nella mia azione di decluttering sono incluse alcune cose che hanno un certo valore e che ho quindi destinato alla vendita. Tra queste, la mia tenda. La mia tenda grande come una piazza d’armi, la mia tenda sontuosa come un hotel a 5 stelle. La mia tenda che all’epoca mi era costata uno stipendio. La Mia Tenda.

L’ha comprata stamattina una coppia di giovani che cercavano una tenda con due stanze, una per loro ed una per il cane. Belli, sorridenti, affiatati. Eccitati all’idea di andare in campeggio. Sono contenta che la abbiano presa loro. Sono contenta delle mani in cui é andata: prevedo risate, amore, relax sotto quei teli alluminati, prevedo giornate di sole e qualche temporale estivo. Prevedo vita.

Nonostante questo, ho avvertito un piccolo strappo. Anche se oramai erano due anni che non la usavo più, e per l’ultimo campeggio ho comprato un igloo piccolo – sufficiente per me, il figlio e il cane e molto più maneggevole – anche se sapevo che non avrei mai più usato quella tenda seppure ci potrebbero essere altre persone nel futuro con cui andare in campeggio, darla via é stato come archiviare un periodo. Rendersi conto di un tempo passato che mai più tornerà.

E’ questa la differenza tra quando si é giovani e quando non lo si é più tanto. Da giovani tutto é – ancora – possibile un’altra volta. Da meno giovani si é coscienti che certe cose non potranno più tornare.
Mai più andrò in campeggio con mio figlio piccolo, mai più ci saranno quelle lunghe giornate di spiaggia, ombra, lettura, cucinare, chiacchierare con i vicini, fare partite a freccette, pescare, mai più quelle lunghe tavolate di adulti e piccini, quel cercare un momento di pace al chiaror delle stelle.

Mai più anche le crisi del mio ex, le sue urla dissennate, i suoi gesti di rabbia inconsulta, le liti. Questa é la parte migliore a cui dir addio, ma fortunatamente é una parte che ho eliminato dalla mia vita da tempo, indipendentemente dalla tenda.
Mi rimangono quindi da metter via i ricordi belli, la nostalgia per il tempo irrimediabilmente fuggito, le speranze che avevo di una vita “di famiglia” serena. E questo fa un po’ male.

Lascia un commento