Gli abiti e il compagno ideale
Deve essere un periodo buono per le intuizioni, perché ne ho avuta un’altra.
Come in sequenza mi sono passati nella mente i ritagli di giornali di moda che avevo conservato perché mi piacevano i capi fotografati, e mi sono resa conto dello stile che li accomunava. Anche capi che ho in armadio in verità corrispondono a questo stile, e sono i capi che indosso meno volentieri.
E sono i capi da bestia da soma, ovvero da donna in carriera. Anzi, diciamo le cose come stanno: da donna di potere. Ruolo che non mi é mai piaciuto e che ho assunto mio malgrado. Niente di sexy, praticamente. Niente di frivolo, niente di stravagante.
Mi colpisce questa cosa, come se mi fossi colta con le mani nel sacco da sola. E’ come se una parte di me a mia insaputa avesse lavorato sotterraneamente contro un’altra parte di me. Certo, l’altra parte ha preso anche i suoi spazi, i miei vestiti non sono tutti di questo genere – per fortuna! – ma questa tendenza alla compassatezza da oggi in poi sarà limitata.
Vale per i nuovi acquisti, naturalmente, ma credo mi aspetta una nuova scrematura nell’armadio.
Anche gli abiti che si indossano – o peggio, quelli che si sognano – costituiscono un messaggio. Non che vestirsi da donna in carriera sia un’attrazione univocamente per i parassiti, però é una bella etichetta sul barattolo.
