Anima inquieta

Tornare al lavoro stamattina, dopo quattro giorni di assenza mi ha frastornato. Mi sentivo come se ci fossi stata proiettata con un seggiolino eiettabile, al punto di chiedermi: ma tutto questo cosa ha a che fare con me?

Il mio lavoro é molto mutato nel tempo. Le mie funzioni sono sempre più di tipo amministrativo e meno creative. Quando mi va bene si tratta di una rogna da risolvere, quando mi va male é routine. Non so da cosa dipenda esattamente ma non posso dire di andare a lavorare contenta.

Mi ha talmente scombinata che anche se avevo il pomeriggio libero, a casa ho combinato ben poco. Ho portato via quattro borse di roba che avevo messo da parte e ne ho preparate altre due per il prossimo “giro”, ho messo due scatoloni in cantina e ho cucinato un po’. Ma senza l’entusiasmo e la determinazione che avevo sentito nei giorni scorsi, mi sento vagamente insoddisfatta. Cioè mi pare di non aver fatto nulla di significativo.

Del resto mi pare di aver capito che devo accettare il fatto di avere un’umore altalenante in questo periodo, e non credo di sbagliare ritenendo che parte di questa variabilità dipende dal rapporto con il mio amore. Oggi ad esempio mi ha mandato un solo messaggio, ed é veramente pochino per la mia anima, anche se conteneva un bacio.

Vediamo se riesco a tirarmi su in serata con un po’ di cura di me stessa. Lo smalto alle unghie naturalmente é irrinunciabile.

Leave a Reply