Predatori d’amore

C’é ancora luce, e sono le 21.45. Ho freddo e ho fattto una cosa che non faccio mai: mi sono messa i calzini. Può sembrare stupido ma per me corrisponde a un grande atto di amore verso me stessa, significa ascoltare un mio bisogno, e dio solo sa se non mi sono trascurata da morire nelle ultime settimane e se in genere nella mia vita ho trascurato i piedi.

Ho fatto tutto quello che dovevo, correndo, trascinandomi, forzandomi e a volte persino violentandomi, perché c’ero solo io, tutto era solo sulle mie spalle.

Ci sono cose che devo drammaticamente cambiare, nella mia vita. Ho bisogno di amore.
Ma quando si cerca l’amore, la prima cosa da fare é amare se stessi. E non lo dico per luogo comune, ma perchè più ci si ama più si attraggono persone migliori, persone che a loro volta amano se stesse e sono capaci di amare.

Vedo sempre più chiaramente la relazione fra la mancanza di amore e lo stato della mia camera da letto. La camera é una stanza dove solitamente non entrano gli “estranei” e parla di chi ci vive, di quanto ami se stesso.
Cosa dice la mia stanza da letto oggi? Mi piace tutto quello che c’è dentro? Sono felice di quel che vedo quando mi sveglio al mattino? Prima di addormentarmi mi sento ristorata e coccolata nel mio letto? Darebbe degna accoglienza all’”uomo della mia vita” (se ci fosse)?
Ci sono dei no.

Devo far diventare la mia camera da letto quel che deve essere, e alcune modifiche che devo fare mi sono chiarissime.
L’altra mattina mi sono svegliata di soprassalto.
Non ho ricordi di aver avuto sogni o immagini, ma netta nella mente l’intuizione che devo togliere la scrivania dalla camera, togliere di mezzo tutto ciò che parla di studio o lavoro. Non bastasse la sua mera presenza, mi sono anche resa conto che nella posizione in cui l’ho messa crea una sorta di strozzatura al passaggio subito dopo la porta.
E poi mi stupisco che un uomo non riesca a entrare nella mia vita? Il messaggio é chiaro: dovrai letteralmente scavalcare i miei impegni intellettuali. Retrospettivamente, ora, sembra facile capire che non è stato un caso che studio e lavoro abbiano fatto la parte del leone nella mia vita, in questi ultimi anni. Erano lì, sulla scrivania, come predatori in agguato.

Non sto certo dando alla scrivania la colpa della mancanza di amore nella mia vita, credo piuttosto che sia stato un mio atto inconsapevole, volto a evitare di lasciarmi coinvolgere completamente da un amore, e il fatto che oggi io ci stia pensando mi dice molte cose, sul passato, sul presente e sul futuro.
Ma ora basta, fuori. Oggi dico che c’è uno spazio-tempo per il lavoro e uno spazio-tempo per il privato da proteggere dalle invasioni.

Ci sono anche altre cose. Dovrò sistemare la zona della testiera del letto. Togliere la mensola, far incorniciare il mio beneaugurante fukusa, spostare il letto contro la parete per avere solidità dietro e spazio per il passaggio davanti, pensare all’illuminazione soffusa. Un altro punto riguarda gli armadi e il loro contenuto.

C’è molto lavoro, ma adesso ho sonno. E nell’ottica di farmi del bene, mi metterò a dormire. Come mi ripeto da un po’, una cosa alla volta.

Una Risposta a “Predatori d’amore”

  1. [...] e una rossa, che propizi l’amore. L’atmosfera é rilassante, anche se non tutte le cose di lavoro sono sparite. Peccato che domani abbia una giornata strapiena, altrimenti metterei a buon frutto [...]

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