Sono esausta. Dopo il giorno libero oggi é stato un giorno ad alta densità, un giorno in cui non ho praticamente vissuto ma solo lavorato.
Mi chiedo perché termina un amore. Non c’è solo l’amore tra uomo e donna, c’è anche l’amore per ciò che si fa, per il luogo dove si lavora e le persone con cui si lavora. Quando c’è, é intenso ed é un fuoco che produce molte cose e che regala qualcosa che va ben oltre la retribuzione.
Eppure un giorno può finire anche questo, proprio come un amore classicamente inteso. Che mistero.
Così é stato per una mia collega, nonchè mia cara amica. Per lei l’amore é finito. Ha chiesto e ottenuto – repentinamente, traumaticamente – un trasferimento di sede. Lei crede di essere contenta, io l’ho salutata con un sorriso e le lacrime agli occhi. Non é solo il dispiacere perché se ne va, ho la netta sensazione che questo trasferimento sia uno sbaglio. Capisco le sue ragioni, ma dove andrà non troverà niente di lontanamente simile a ciò che ha lasciato. Se c’é una cosa di cui mi fido, é la mia capacità di “annusare” il clima degli ambienti, e lì lei sarà fuori posto.
Ho cercato di dirglielo, ma il suo desiderio di prendere il volo era tanto forte da cancellare ogni cosa contraria.
E va bene, questo non é un problema mio, é la sua vita ed é la sua storia. Se ha bisogno di affrontare nuove situazioni lo deve fare, se ha bisogno di incasinarsi pure, se deve fuggire dal “vecchio” dove i ricordi negativi, privati, si affastellano ad altri stupendi anche.
Oggi per me si é chiuso un capitolo di lavoro. Non ho ben realizzato come, ma le cose non saranno più le stesse.